In un quartiere denso, dove le vie sono strette e poco intime, Casa Capitta ribalta il rapporto tra casa e contesto. L’intervento lavora per sottrazione verso l’esterno e per apertura verso l’interno, costruendo un sistema di corti verdi private che diventano il vero paesaggio domestico. Il riferimento è la domus romana, non come citazione formale, ma come principio spaziale, con un vuoto centrale protetto e luminoso attorno a cui si ordina la vita quotidiana.
Le due unità abitative si affacciano su giardini e patii che funzionano come stanze all’aperto. Pergolati e schermature in legno filtrano la luce, disegnano ombre mobili e proteggono la privacy.
La qualità dell’abitare nasce soprattutto nei vuoti interni. Le corti verdi portano luce, profondità e riservatezza, costruendo una dimensione più intima rispetto allo spazio pubblico. Il lotto si trasforma in una sequenza di spazi protetti, dove l’esterno entra in casa in modo controllato e misurato.
La composizione alterna superfici chiare e volumi caldi color terra, con dettagli lignei e pavimentazioni in pietra che danno continuità tra interno ed esterno. Ne risulta una casa riservata e accogliente, capace di offrire silenzio, luce e intimità, pur restando nel cuore di un tessuto residenziale fitto caotico.
Anno2007ClientePrivatoLocalitàGrugliasco (TO)StatoProgetto